Mercoledì 19 Dicembre 2018
Lunedi

12
Novembre 2018

Citazione:

Quello che il bruco chiama fine del mondo, il resto del mondo chiama farfalla. (Lao Tzu)

San Giosafat Kuncewycz Vescovo e martire

Wolodymyr in Volynia, Ucraina, 1580 - Vitesbk, Bielorussia, 12 novembre 1623

Nasce a Wolodymyr in Volynia (Ucraina) nel 1580 e viene ricordato come il simbolo di una Russia ferita dalle lotte tra ortodossi e uniati. La diocesi di Polock si trovava in Rutenia, regione che dalla Russia era passata in parte sotto il dominio del Re di Polonia, Sigismondo III.

La fede dei Polacchi era quella cattolica romana; in Rutenia invece, come nel resto della Russia, i fedeli aderivano alla Chiesa greco-ortodossa. Si tentò allora un'unione della Chiesa greca con quella latina.
Si mantennero cioè i riti e i sacerdoti ortodossi, ma si ristabilì la comunione con Roma.

Questa Chiesa, detta «uniate», incontrò l'approvazione del Re di Polonia e del Papa Clemente VIII. Gli ortodossi, però, accusavano di tradimento gli uniati, che non erano ben accetti nemmeno dai cattolici di rito latino.

Giovanni Kuncevitz, che prese il nome di Giosafat, fu il grande difensore della Chiesa uniate.
A vent'anni era entrato tra i monaci basiliani. Monaco, priore, abate e finalmente arcivescovo di Polock, intraprese una riforma dei costumi monastici della regione rutena, migliorando così la Chiesa uniate.
Ma a causa del suo operato nel 1623 un gruppo di ortodossi lo assalì e lo uccise a colpi di spada e di moschetto.
 

Quizzando:

Come si chiama lo strumento utilizzato per la misurazione della pressione arteriosa?


Soluzione al quiz di ieri:

A quale confessione cristiana protestante appartiene la comunità degli Amish?
R: A quella anabattista

Oggi avvenne:


2003: in un attentato suicida in Iraq, vengono uccisi 17 militari e 2 civili italiani, in quello che passerà alle cronache come il massacro di Nasiriyya



"La signora Dalloway disse che i fiori sarebbe andata a comprarli lei. Poiché Lucy aveva già il suo bel da fare. Bisognava tirar giù le porte dai cardini: venivano gli operai di Rumpelmayer. Eppoi, pensò Clarissa Dalloway, che mattinata! ... limpida, come per farne dono ai bimbi su una spiaggia.
Che delizia! Che tuffo! Sempre, infatti, le aveva fatto questo stesso effetto, a quei tempi, allorquando, spalancata la porta finestra, con un lieve cigolio dei cardini, che ancora le pareva di udire, lei si tuffava nell'aria aperta, a Bourton.”

Incipit di La signora Dalloway
di Virginia Woolf






 
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