Lunedi 19 Novembre 2018
Venerdì

2
Novembre 2018

Citazione:

Il rimpianto è il vano pascolo di uno spirito disoccupato. (Gabriele D'Annunzio)

Commemorazione di tutti i fedeli defunti


La pietas verso i morti risale agli albori dell’umanità. In epoca cristiana, fin dall’epoca delle catacombe l’arte funeraria nutriva la speranza dei fedeli.
A Roma, con toccante semplicità, i cristiani erano soliti rappresentare sulla parete del loculo in cui era deposto un loro congiunto la figura di Lazzaro.
Quasi a significare: Come Gesù ha pianto per l’amico Lazzaro e lo ha fatto ritornare in vita, così farà anche per questo suo discepolo! La commemorazione liturgica di tutti i fedeli defunti, invece, prende forma nel IX secolo in ambiente monastico.

La speranza cristiana trova fondamento nella Bibbia, nella invincibile bontà e misericordia di Dio.
«Io so che il mio redentore è vivo e che, ultimo, si ergerà sulla polvere!», esclama Giobbe nel mezzo della sua tormentata vicenda.

Non è dunque la dissoluzione nella polvere il destino finale dell’uomo, bensì, attraversata la tenebra della morte, la visione di Dio.
Il tema è ripreso con potenza espressiva dall’apostolo Paolo che colloca la morte-resurrezione di Gesù in una successione non disgiungibile.

I discepoli sono chiamati alla medesima esperienza, anzi tutta la loro esistenza reca le stigmate del mistero pasquale, è guidata dallo Spirito del Risorto.
Per questo i fedeli pregano per i loro cari defunti e confidano nella loro intercessione.
Nutrono infine la speranza di raggiungerli in cielo per unirsi gli eletti nella lode della gloria di Dio.

Quizzando:

Chi ha scritto la favola di "Peter Pan"?


Soluzione al quiz di ieri:

Cosa significa, nel linguaggio informatico, Ram?

R: Random Access Memory: memoria ad accesso casuale. E' la memoria principale di un computer.

Oggi avvenne:


1975: muore assasinato Pier Paolo Pasolini, scrittore, poeta e regista bolognese, considerato, a livello internazionale, uno dei maggiori intellettuali italiani del XX secolo.



CROSTINI DI POLENTA, SPECK E GRUYERE
  • 5 cipollotti
  • 1 cucchiaio di olio extravergine di oliva
  • 250 ml di brodo vegetale
  • sale
  • pepe
  • 1 panetto di polenta da 600 g
  • 50 g di speck
  • 50 g di Gruyére
 
  • Pulire i cipollotti eliminando le radichette e lo strato esterno. Lavarli sotto acqua corrente e affettarne la parte bianca.
  • Mettere in un padellino l'olio, i cipollotti e farli dorare su fuoco medio. Aggiungere un mestolino di brodo vegetale, un pizzico di sale, una grattugiata di pepe e cuocere coperto per 5 minuti.
  • Affettare il panetto di polenta nello spessore di 1 centimetro circa, in modo da ricavare 10 fette.
  • Metterle in una teglia foderata con un foglio di carta da forno e cospargerle con i cipollotti. Mettere lo speck tagliato a listarelle, il Gruyére grattugiato grossolanamente e una generosa grattugiata di pepe.
  • Cuocere nel forno a 200°C per 10 minuti e servire.







 
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