Martedì 15 Ottobre 2019
Martedì

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Marzo 2015

Citazione:

Il rimpianto è il vano pascolo di uno spirito disoccupato.   (Gabriele D'Annunzio)

San Macario di Gerusalemme Vescovo


Il suo nome, Macario, significa “felice”, “beato”.
Ma ci sono ignote la sua famiglia, il luogo di origine e buona parte della sua vita.
Lo conosciamo soltanto come vescovo di Gerusalemme, la città che è santa per gli Ebrei come luogo dell’unico Tempio innalzato all’unico Dio, e per i cristiani, come luogo della crocifissione e della risurrezione di Gesù Cristo.

Ma, all’epoca di Macario, Gerusalemme non c’è più.
Già nell’anno 70, dopo aver schiacciato un’insurrezione antiromana, il futuro imperatore Tito aveva distrutto il Tempio.
Nel 135, poi, dopo un’altra rivolta al tempo dell’imperatore Adriano, la città stessa è stata rasa al suolo, perdendo anche il nome: sulle sue rovine è sorta infatti una colonia romana chiamata Aelia Capitolina, col suo Campidoglio costruito sul luogo della sepoltura di Gesù.

Macario vive come vescovo un momento importantissimo.
Dopo l’ultima persecuzione anticristiana, ordinata e poi disdetta dall’imperatore Galerio (anni 305-311), i suoi successori, Costantino e Licinio, danno ai cristiani piena libertà di praticare la loro fede, di celebrare il culto, di costruire chiese.

È la “pace costantiniana” estesa a tutto l’Impero, e dunque anche a Gerusalemme, dove Macario si mette al lavoro; ottiene dal sovrano il consenso per abbattere il Campidoglio, e così fa tornare alla luce l’area del Calvario e del Sepolcro.
Su di essa sorgerà più tardi la basilica grandiosa della Risurrezione. Qui verrà in pellegrinaggio anche Elena, la vecchia madre di Costantino, prima di una serie infinita di pellegrini.

Negli stessi anni c’è nel mondo cristiano un’aspra divisione, provocata dalla dottrina del prete libico Ario, sulla natura di Gesù Cristo. Macario, da Gerusalemme, si oppone subito alla dottrina ariana, e interviene poi nel maggio del 325 al Concilio celebrato a Nicea (presso Costantinopoli), dove viene confermata la dottrina tradizionale.

Si ritiene anzi che il vescovo Macario sia stato uno degli autori del “Simbolo niceno”, ossia del Credo che ancora oggi pronunciamo nella Messa, professando la fede "in un solo Dio, Padre Onnipotente" e "in un solo Signore, Gesù Cristo... Dio vero da Dio vero".

Quizzando:

 In quale Stato scorre il fiume Ebro?


Soluzione al quiz di ieri:

Chi era il nonno di Cacasenno?
R: Bertoldo

Oggi avvenne:


1987: La Commissione per i Diritti Umani dell'ONU riconosce come diritto dell'uomo l'Obiezione di Coscienza al Servizio militare



Marzo è il mese dei lavori di ripulitura e preparazione del giardino.
Se le temperature lo permettono è possibile levare le coperture dalle piante poste al riparo di teli di materiale vario, avendo cura anche di ripulirle dalle foglie secche e dai rami rovinati; si ripuliscano anche le zone intorno agli arbusti ed agli alberi, levando foglie secche ed erbe infestanti, dopo aver sparso piccole quantità di concime organico una leggera zappatura permetterà di interrare il nutrimento e di farlo giungere più velocemente alle radici delle piante.

Per ottenere uno sviluppo equilibrato delle nostre piante durante queste settimane dovremo potare la gran parte di esse; escludiamo solo gli arbusti a fioritura primaverile, per i quali attenderemo l'appassimento completo dei fiori per potare i rami rovinati o deboli. Le piante da frutto, gli arbusti a fioritura estiva, le siepi, le rose, vanno potati adesso, in modo da favorire lo sviluppo di nuovi germogli vigorosi.

Siamo ancora a tempo per porre a dimora alcuni bulbi a fioritura primaverile, mentre, quando le ultime gelate saranno ormai un ricordo, potremo porre a dimora anche i bulbi a fioritura estiva o autunnale.
Possiamo porre a dimora anche arbusti, alberi da frutto e roseti, sia a radice nuda, sia quelli già in vaso.

Durante le prime settimane di marzo possiamo anche rivedere alcune zone del giardino, operando degli spostamenti di alcune piante, dopo il 15-20 di marzo sarà però sconsigliabile sradicare e spostare le nostre piante senza causare uno stress molto elevato, infatti all'inizio della primavera la gran parte delle essenze presenti nei nostri giardini necessitano di acqua e nutrimento in maniera costante, che la permanenza in contenitore, anche se per brevi periodi, potrebbe non garantire.
Possiamo praticare un primo trattamento antifungino con poltiglia bordolese.
 







 
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